Virgilio e Orazio su Taranto
PERSONAGGI ILLUSTRI di Taranto
= I Poeti VIRGILIO e Orazio su Taranto =
Sai che duemila anni fa Orazio e Virgilio - i più grandi poeti dell'antica Roma - celebravano Taranto come una delle terre più belle e ricche del mondo conosciuto?
Orazio, nelle sue Odi, parla del nostro territorio come di un vero paradiso. Descrive il dolce fiume Galeso che scorre placido, olive che competono con quelle di Venafro (le più pregiate dell'epoca), uva paragonabile a quella del Falerno (il vino più celebre). E un clima benedetto: primavere lunghe e inverni tiepidi.
Scrive che questa terra è amata da Bacco, il dio del vino. Non una frase buttata lì, ma il riconoscimento che Taranto era un luogo speciale, dove la natura dava il meglio di sé.
Virgilio, nelle Georgiche, canta la nostra terra con la stessa ammirazione. Paragona i nostri prodotti a quelli dell'Attica, la regione più celebrata della Grecia antica.
Pensaci bene. I due poeti che Roma considerava i suoi massimi geni letterari scrivevano di Taranto. La mettevano sullo stesso piano delle terre più famose del Mediterraneo. Anzi, in alcuni casi dicevano che eravamo superiori.
Non parlano di una città qualsiasi. Parlano di un territorio che per fertilità, clima, bellezza naturale non aveva eguali. Dove ogni prodotto della terra era eccellenza. Dove vivere significava godere di quello che la natura offriva con generosità.
Orazio e Virgilio entravano nell'immaginario collettivo di Roma raccontando l'opulenza e le grandi bellezze naturali di Taranto. Per secoli, quando un romano pensava alla vita buona, al clima perfetto, ai frutti della terra più pregiati, pensava a noi.
Questa è la nostra storia. Non quella che ci raccontano oggi. Non quella dell'inquinamento e della crisi. Ma quella vera, scritta dai più grandi poeti dell'antichità.
Taranto era sinonimo di bellezza, abbondanza, dolcezza della vita.
Quinto Orazio Flacco (Venosa, 8 dicembre 65 a.C. – Roma, 27 novembre 8 a.C.) è stato uno dei più importanti poeti latini dell'età augustea. Figlio di un liberto esattore delle tasse, studiò a Roma e ad Atene. Dopo aver combattuto a Filippi con Bruto, rientrò a Roma e, grazie a Mecenate ed Augusto, ottenne un podere in Sabina dedicandosi interamente alla poesia.
I dettagli principali della sua biografia includono:
- Le origini: Nacque a Venosa (nell'attuale Basilicata), una colonia romana, da un padre che fece molti sacrifici per garantirgli un'istruzione di prim'ordine.
- La guerra e la svolta: A ventidue anni partecipò alla Battaglia di Filippi (42 a.C.) al seguito di Bruto. Sconfitti i repubblicani, tornò in Italia grazie a un'amnistia, perdendo però i beni paterni. Trovò lavoro come scriba quaestorius (segretario di un questore) a Roma.
- L'incontro con Mecenate: Intorno al 38 a.C., introdotto da Virgilio e Vario, conobbe Mecenate che lo accolse nel suo circolo e gli donò una tenuta in Sabina, permettendogli di vivere di letteratura.
- La filosofia: La sua visione del mondo fu profondamente influenzata dalla scuola epicurea, orientata all'amicizia, alla moderazione (aurea mediocritas) e al godimento saggio del presente (carpe diem).
- La morte: Morì a Roma nel 27 a.C., pochi mesi dopo la scomparsa dell'amico Mecenate. Fu sepolto accanto a lui sull'Esquilino.
- Le opere: Tra i suoi capolavori si annoverano le Satire, gli Epodi, le Odi (Carmina) e le Epistole.
- Quinto Orazio Flacco (Venosa, 8 dicembre 65 a.C. – Roma, 27 novembre 8 a.C.) è stato uno dei più importanti poeti latini dell'età augustea. Figlio di un liberto esattore delle tasse, studiò a Roma e ad Atene. Dopo aver combattuto a Filippi con Bruto, rientrò a Roma e, grazie a Mecenate ed Augusto, ottenne un podere in Sabina dedicandosi interamente alla poesia.
- Publio Virgilio Marone, noto semplicemente come Virgilio (in latino Publius Vergilius Maro, pronuncia classica o restituta: [ˈpuːblɪ.ʊs wɛrˈɡɪlɪ.ʊs ˈmaroː]; Andes, 15 ottobre 70 a.C. – Brindisi, 21 settembre 19 a.C.), è stato un poeta romano, autore di tre opere, tra le più famose e influenti della letteratura latina: le Bucoliche (Bucolica), le Georgiche (Georgica), e l'Eneide (Aeneis).
- Al poeta viene attribuita anche una serie di componimenti giovanili, la cui autenticità è oggetto di discussioni accademiche, che si è soliti indicare nel complesso come Appendix Vergiliana (Appendice Virgiliana).Virgilio, per il senso sublime dell'arte e per l'influenza che esercitò nei secoli, viene considerato il massimo poeta di Roma,[1] nonché l'interprete più completo del grandioso momento storico che, dalla morte di Giulio Cesare, conduce alla fondazione del Principato e dell'Impero ad opera di Augusto.L'opera di Virgilio, presa a modello e studiata fin dall'antichità, ha avuto una profondissima influenza sulla letteratura e sugli autori occidentali, in particolare su Dante Alighieri e la sua Divina Commedia, nella quale Virgilio funge anche da guida dell'Inferno e del Purgatorio.medievali e rinascimentali.
= Fiume GALESO di Taranto = (foto a lato)
Il Galeso è un piccolo corso d'acqua di circa 900 metri situato a Taranto, le cui limpide acque sorgive sfociano nel Mar Piccolo. Famoso per la sua brevità, è stato immortalato nell'antichità da poeti del calibro di Orazio e Virgilio, che lo celebrarono per la sua bellezza e per il paesaggio idilliaco.
Nella letteratura classica, il fiume è diventato il simbolo della campagna rigogliosa e della pace pastorale. Le principali testimonianze includono:
- Orazio: Nel celebre carme (Odi, II, 6), il poeta esprime il desiderio di trascorrere i suoi ultimi anni di vita proprio vicino alle dolci acque del Galeso e ai suoi fertili campi.
- Virgilio: Lo cita nelle Georgiche e, secondo la tradizione, proprio lungo le sue rive avrebbe trovato ispirazione per comporre le Bucoliche, esaltandone i pascoli e la vicinanza alla città di Taranto.
- Altri classici: Il fiume ha affascinato anche Marziale, Properzio e Claudiano. Inoltre, in epoca romana le sue acque venivano usate per lavare i velli delle pecore, conferendo loro un bianco candore unico, grazie alla particolare natura dell'acqua.
Oggi l'area è nota come Parco Naturale Regionale ed è possibile visitarla per ripercorrere le orme dei poeti che l'hanno resa immortale.