LISEA
PERSONAGGI MITOLOGICI e STORICI
LISEA
La storia di Lisea è una leggenda eroica e tragica legata alla città di Taranto. Secondo la tradizione, Lisea era una bellissima e virtuosa vergine consacrata al culto della dea Minerva Poliade (Atena).
Ecco gli eventi principali della sua storia:
- L'assedio di Taranto: Nel 209 a.C., durante la seconda guerra punica, il console romano Quinto Fabio Massimo espugnò la città di Taranto.
- La cattura: La città fu saccheggiata e circa 30.000 tra tarantini e cartaginesi vennero ridotti in schiavitù e deportati a Roma.
- Il sacrificio estremo: I romani non risparmiarono nemmeno le vergini sacre. Per sfuggire all'umiliazione e all'onta della schiavitù e del disonore, Lisea decise di guidare le sue compagne in un gesto estremo, gettandosi insieme a loro dall'alto del tempio di Minerva.
La figura di Lisea è tramandata come simbolo di coraggio, purezza e amore per la libertà, celebrata tra le figure femminili storiche e mitiche del territorio ionico.
La statua che è situata in Piazza Castello a Taranto è la tarantina Lisea, non Cinzella!
E' stata scolpita da Francesco TRANI e donata al Comune di Taranto.
La statua di Lisea, celebre sirena della mitologia ionica, è un'opera dello scultore tarantino Francesco Trani. Collocata su un tronco d'albero in corrispondenza del Canale Navigabile, vicino al Castello Aragonese, è nota anche per essere stata scolpita a seguito della caduta di un pino secolare.
Nel 209 a.C. Quinto Fabio Massimo espugnò Taranto e caddero combattendo da valorosi Democrate e Nicone, capi e soldati e Cartalone, comandante delle forze Cartaginesi e anche i Bruzii vennero uccisi in gran parte. La città venne depredata e circa trentamila cittadini tra tarantini e cartaginesi furono portati a Roma come schiavi. I romani, come racconta il Valente, non rispettarono nemmeno le vergini sacre dedicate al culto di Minerva Poliade: E bella fra tutte era Lisea che a schivar l’onta del disonore si f’è guida alle compagne, precipitandosi tutte dall’alto del tempio.